Il sistema moda italiano, che comprende tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria, genera un fatturato di circa 95 miliardi di euro e impiega 580.000 addetti (fonte: Sistema Moda Italia, 2023). È il secondo settore manifatturiero italiano per export, con 75 miliardi di euro di prodotti venduti all'estero ogni anno.
La forza del sistema moda italiano è la sua filiera produttiva: i distretti tessili di Prato, Biella, Como, Carpi e Vicenza concentrano competenze produttive uniche al mondo, come filatura, tessitura, tintoria, finissaggio e confezione, che le imprese internazionali cercano attivamente per le loro collezioni di fascia alta.
Il problema è la visibilità: molte di queste imprese lavorano esclusivamente su referenza, senza una presenza digitale strutturata. Quando un brand internazionale cerca un terzista di tessitura Jacquard in seta a Como, o un finissatore specializzato in trattamenti idrorepellenti a Biella, spesso non riesce a trovare i fornitori giusti attraverso i canali digitali.
La sostenibilità sta diventando un fattore competitivo critico nella filiera tessile: i brand internazionali richiedono sempre più spesso certificazioni ambientali (GOTS, OEKO-TEX, Bluesign) e documentazione sulla tracciabilità delle fibre. I fornitori che possono dimostrare la propria conformità ambientale hanno un vantaggio competitivo crescente.
Sellink permette alle imprese della filiera tessile italiana di creare un profilo digitale che include: specializzazioni produttive (fibre lavorate, lavorazioni disponibili, volumi minimi), certificazioni ambientali e di qualità, campionario digitale e schede tecniche dei tessuti, e capacità produttiva disponibile per nuovi clienti.
La visibilità digitale strutturata è particolarmente importante per le imprese tessili che vogliono diversificare la propria base clienti: uscire dalla dipendenza da uno o due grandi committenti e accedere a un mercato più ampio di brand, stilisti e aziende che cercano produzione italiana di qualità.