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Agroalimentare italiano: come i fornitori B2B si digitalizzano per competere

Il settore agroalimentare italiano vale 160 miliardi di euro e dipende da una filiera di fornitori industriali spesso poco visibili digitalmente. Analisi delle opportunità per le PMI della filiera.

6 min di lettura

L'industria agroalimentare italiana è la seconda manifattura del paese per fatturato, con 160 miliardi di euro nel 2023 (fonte: Federalimentare). Dietro i prodotti del Made in Italy alimentare, come pasta, vino, olio, formaggi e salumi, c'è una filiera di fornitori industriali che produce macchinari, imballaggi, ingredienti, additivi e servizi di lavorazione.

Questa filiera è composta da circa 15.000 imprese, in prevalenza PMI, che forniscono: macchine per la lavorazione alimentare (riempitrici, confezionatrici, pastorizzatori), imballaggi primari e secondari (vetro, plastica alimentare, cartone), ingredienti e additivi certificati, servizi di lavorazione conto terzi (macinazione, miscelazione, confezionamento).

La compliance documentale è particolarmente critica nel settore agroalimentare: i fornitori devono gestire certificazioni di sicurezza alimentare (BRC, IFS, FSSC 22000), dichiarazioni di conformità per materiali a contatto con alimenti, schede di sicurezza REACH per additivi e ingredienti, e documentazione per l'export verso mercati con requisiti specifici (USA, Giappone, Cina).

La digitalizzazione della filiera agroalimentare è accelerata dalla crescente pressione dei grandi committenti (GDO, multinazionali alimentari) verso la tracciabilità digitale della supply chain. Il Regolamento UE sulla due diligence delle catene di fornitura (CSDDD) e le normative sulla tracciabilità alimentare stanno rendendo la documentazione digitale strutturata un requisito, non un'opzione.

Per i fornitori della filiera agroalimentare italiana, Sellink offre la possibilità di centralizzare e rendere accessibili le certificazioni di sicurezza alimentare, le schede tecniche dei prodotti e la documentazione di conformità. Un profilo digitale strutturato riduce il tempo dedicato alla gestione delle richieste documentali dei clienti e aumenta la credibilità verso nuovi committenti.

Il badge Fornitore Qualificato Sellink è particolarmente rilevante per la filiera agroalimentare: include la verifica della documentazione di conformità e delle certificazioni di sicurezza alimentare, offrendo ai buyer un segnale di affidabilità verificato prima ancora di avviare una trattativa commerciale.

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